Ci sono tre parole chiave che contraddistinguono l’anno appena passato, sia a livello internazionale che in Italia.

Equità: è una parola che definisce in sintesi il nostro rapporto con oltre 1,6 milioni di agricoltori Fairtrade che in questa partnership trovano un giusto prezzo e un Premio Fairtrade che consente il riscatto e l’investimento nelle realtà locali. Concretamente questo concetto si traduce in circa 130 milioni di euro di valore di prodotti certificati Fairtrade acquistati in Italia e in oltre 8 miliardi nel mondo: non sono gesti di carità o di solidarietà ma di giustizia e di scambio nel rispetto di tutti.

Ci parlano di scelte da parte di aziende e di cittadini alleati nel cambiamento dei paradigmi economici, nella vita di tutti i giorni.

L’assortimento di questi prodotti è sempre più ampio: non più nicchie ma alimenti che sono sempre più presenti nella vita di tutta la famiglia.

Sostenibile: perché tutte le colture Fairtrade sono ottenute con lotta integrata e rispettosa dell’ambiente. In Italia, circa il 50% dei prodotti certificati sono anche provenienti da filiera biologica, segno che anche nei Paesi in via di sviluppo si cerca di privilegiare la ricerca di un’agricoltura più sana.

La sostenibilità è anche connessa al recupero di metodologie di coltivazione e produzione che non obbligano ad acquisti di prodotti di sintesi ma recuperano le tradizioni anche grazie agli investimenti consentiti dal Premio Fairtrade, salvaguardando il valore aggiunto per le comunità locali. Siamo orgogliosi che questo sia al centro del nostro lavoro con i network e le cooperative dei produttori che, non dimentichiamolo, sono azionisti al 50% del Sistema.

Responsabile: l’unione di realtà di diverse parti del mondo lungo la filiera e la catena del valore consente di condividere un concetto di responsabilità che va oltre lo scambio ma si trasforma in relazione solida, trasparente e coinvolgente. Più Fairtrade per tutti significa anche rispondere in modo concreto e innovativo ai grandi temi che hanno aperto questo scorcio del nostro secolo. Alle migrazioni economiche, climatiche e causate da conflitti si può reagire anche facendo crescere il consumo responsabile.

Paolo Pastore
Direttore

Fundopo, Repubblica Dominicana +